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Azienda abilitata al rilascio della dichiarazione di conformità degli impianti

secondo norme CEI come stabilito dal D.L . 22/01/2008 n.° 37 (ex legge 46/90)

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Il nostro blog

Una serie continua di pubblicazioni informative

ProntoPro Intervista a Fabbri Impianti

Rendere il cliente soddisfatto con il proprio lavoro, offerto spesso anche in sinergia con quello di altri artigiani è il principale elemento trainante dell'attività della Fabbri Impianti, un'azienda che può contare sull'esperienza pluriennale del suo titolare in questo settore. Verifiche di conformità, impianti elettrici presso abitazioni, installazione di citofoni e video-citofoni, sono solo alcuni dei servizi offerti da questa ditta che ha fatto della qualità e dell'attenzione verso il cliente il suo marchio di fabbrica. Se ti serve un elettricista esperto e non sai a chi rivolgerti, mettiti subito in contatto con la Fabbri Impianti e prenota un sopralluogo. Il signor Gianni Fabbri metterà a tua disposizione tutta la sua professionalità per trovare la soluzione che più si adegua alle tue esigenze.

Quale consiglio darebbe a chi desidera rinnovare il sistema elettrico della propria abitazione?

Prima di tutto pensare a come si vuole vivere e/o arredare la propria casa, questo permette di decidere i punti luce e punti presa nelle zone ove siano più necessari. Quando possibile prevedere comunque anche cose che al momento possono ritenersi superflue (prese di rete in tutte le stanze, predisposizione allarme, tapparelle elettriche, impianto smart).Spesso si ha l’abitudine di chiedere più preventivi a diversi installatori ed è giustissimo, però il più delle volte il cliente si troverà con preventivi di impianti pensati in modo diverso e con prezzi che a volte presentano notevoli differenze. Questo potrebbe solo generare confusione. Quando si tratta di impianti di una certa entità, il mio consiglio è sempre quello di appoggiarsi ad uno studio, o a un professionista, e di farsi fare un piccolo progettino con un elenco dei vari punti luce da quotare. Sicuramente questo può comportare dei costi in più, ma permette di assicurarsi che i preventivi vengano tutti realizzati su una base identica. Il prezzo identificherà chi è più o meno vantaggioso ed il cliente sceglierà l’installatore che ritiene più preparato o chi gli avrà ispirato maggiormente fiducia. Per i piccoli appartamenti, quanto sopra potrebbe essere realizzato anche da una delle aziende a cui chiederà il preventivo. Naturalmente il cliente dovrà essere disposto a sborsare una quota per il lavoro di studio e progettazione che viene realizzato e che poi potrà utilizzare come metro di giudizio per gli altri, eventuali, preventivi.

Quali sono le tempistiche per la progettazione di un impianto elettrico? Cosa ne influenza la lunghezza?

Per progettare un impianto sono necessari almeno due o tre giorni, in alcuni casi anche di più, dipende dalla metratura dei locali, dalla complessità dell’impianto, e da tanti altri fattori. Prima di tutto si deve pensare ad una o più possibilità di arredo. Non tutti fanno riferimento a un architetto, quindi molto spesso è necessario l'intervento del progettista.

Quali sono le differenze procedurali tra gli interventi di installazione e quelli di manutenzione degli impianti elettrici? Quale operazioni sono più complesse e perché?

L’intervento di installazione, dopo aver effettuato un sopralluogo, prevede una prima fase di progettazione per la realizzazione e l’installazione con successivo rilascio della dichiarazione di conformità. La manutenzione prevede una serie di controlli e verifiche che vanno effettuati. Se la manutenzione è ordinaria, n​on vi è nessun obbligo del rilascio della Dichiarazione di Conformità, mentre invece è obbligatorio il rilascio in caso di manutenzione straordinaria ove venissero sostituite apparecchiature con caratteristiche diverse da quelle originali. Dal mio punto di vista non trovo differenze di complessità tra le due cose.

In cosa consiste la certificazione di un impianto elettrico? Perchè è utile?

La certificazione o meglio la Dichiarazione di Conformità, consiste in un documento reso obbligatorio con la legge 46/90 e successivo D.M. 37/08 dove l’installatore dichiara sotto la propria responsabilità, che l’impianto e stato realizzato a regola d’arte, rispettando tutte le normative vigenti. Inoltre tra gli allegati obbligatori, l’installatore deve allegare la visura camerale o altro documento in cui si attesta l’abilitazione alla realizzazione degli impianti elettrici. Una Dichiarazione di Conformità fatta correttamente e dettagliata, tutela l’installatore da eventuali manutenzioni o modifiche realizzate successivamente dal fai da te o persone che si ritengono elettricisti tuttofare, che nel tempo possono creare pericoli o malfunzionamenti nell’impianto. Inoltre tutela anche il proprietario dell’immobile sotto diversi aspetti. Unica pecca, a mio parere, e cosa che non trovo corretta, è che negli impianti a gas, il distributore per l’allaccio del gas richiede copia della Conformità, mentre il distributore di energia elettrica, allaccia la linea senza richiedere la dichiarazione di conformità degli impianti elettrici, quindi l’impianto potrebbe essere stato fatto da persone incompetenti o non abilitate, con problematiche che poi con il tempo ricadranno comunque sempre sul proprietario dell’immobile.

Molti impianti elettrici nelle abitazioni non sono mai stati controllati, altri sono obsoleti e non a Norma, con dei rischi elevatissimi per le persone che vivono in quegli ambienti.

14 febbraio 2020

LA NORMA SUGLI IMPIANTI ELETTRICI

Per ovviare a questo preoccupante problema, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) ha redatto quella che oggi viene considerata la principale normativa per gli impianti elettrici, cioè la CEI 64-8.

Questa riguarda gli impianti con tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua, per cui riguarda sostanzialmente tutta l’impiantistica in bassa tensione delle abitazione e delle industrie.

Con il tempo si sono susseguite varie edizioni e l’ultima non tiene conto solo dei parametri di sicurezza per le persone o le cose, ma garantisce anche un livello minimo di prestazioni per ogni impianto.

3 LIVELLI DI PRESTAZIONI

Gli impianti elettrici possono essere classificati in 3 diverse tipologia a seconda del tipo di finalità e di prestazione richiesta.

Livello 1 – BASE: vengono stabiliti gli standard qualitativi e quantitativi minimi. Quindi vengono fissati i punti luce minimi, i punti presa, ecc…

Livello 2 – STANDARD: è un impianto più versatile che permette un sistema di controllo tale da scollegare solo alcune zone senza dover staccare l’intero impianto.

Livello 3 – DOMOTICA: riguarda tutti quei sistemi avanzati dal punto di vista tecnologico che permettono il controllo remoto dei dispositivi utilizzatori. Es: impianti di videosorveglianza, gestione delle temperature interne, rilevazione fumo e gas, …

CONDIZIONI DI SICUREZZA

La normativa sugli impianti elettrici dedica ampio spazio a tutti i controlli, le verifiche e le installazioni per garantire il massimo della sicurezza. Lo scopo è quello di evitare pericoli e ridurre inconvenienti in caso di guasto, facilitare le operazioni di manutenzione degli impianti elettrici, tenere conto dei rischi dovuti all’ambiente esterno, …

COSA PREVEDE LA NUOVA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI ELETTRICI

Ci sono alcuni importanti cambiamenti che un buon impiantista deve prendere in considerazione quando progetta e installa un impianto elettrico ex-novo.

DIMENSIONAMENTO

Per tutti le abitazioni fino a 75 mq, l’impianto deve essere dimensionato per sostenere una potenza minima di almeno 3 kW. Le abitazioni superiori a 75 mq devono invece essere progettate con un impianto elettrico con potenza minima di almeno 6 kW.

In questo modo, se anche dovessero cambiare le esigenze future in termini di richiesta energetica, non bisognerà intervenire sull’impianto esistente, ma si avrà la situazione già predisposta. Spetta ovviamente all’utente scegliere la potenza contrattuale con l’erogatore di energia.

IL MONTANTE

La normativa lo definisce come il tratto di conduttura che collega il contatore dell’ente erogatore con il quadro dell’abitazione.

Questa deve avere una sezione minima di 6 mmq. In questo modo si garantisce la corretta tensione all’impianto durante la fase di esercizio.

Sono inoltre consigliati gli interruttori differenziali alla base del montante con una buona resistenza contro gli scatti intempestivi.

INTERRUTTORE GENERALE

L’interruttore generale permette di spegnere l’impianto e di isolarlo dall’energia elettrica. La sua scelta varia a seconda del dimensionamento.

In particolare per impianti elettrici domestici da 3kW si sceglie un interruttore da 25A, per impianti da 6kW si considera un interruttore da 32A.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

Abbiamo già parlato in un precedente articolo dell’utilità degli interruttori magnetotermici. La normativa sugli impianti elettrici prevede inoltre la presenza di almeno 2 interruttori differenziali così da dividere l’abitazione in almeno due circuiti differenti.

In questo modo si evita il black out completo dell’abitazione in caso di sovraccarico solo di una parte dell’impianto.

IL QUADRO ELETTRICO

Rappresenta il centro operativo di tutto il sistema. La nuova normativa aggiornata sugli impianti elettrici, impone l’installazione di un quadro per cui ci sia uno spazio libero aggiuntivo del 15% dei moduli installati. In ogni caso gli spazi liberi per i moduli aggiuntivi devono essere almeno 2.

In questo modo si garantisce all’utente la possibilità di fare delle modifiche e delle aggiunte nel tempo.

ALCUNE DISPOSIZIONI AGGIUNTIVE

Devono essere posizionati degli interruttori in prossimità delle porte dei vari locali. Possono essere installati sia all’interno che all’esterno e hanno lo scopo di rendere gli utilizzatori più facilmente fruibili.

Le varie cassette portafrutti devono conservare uno spazio interno libero pari almeno al 30%, così da non essere sovraccariche.

In corrispondenza di almeno una presa TV all’interno dell’appartamento devono essere previste 6 prese di energia. In questo modo si dà all’utente la possibilità di collegare altri dispositivi senza utilizzare prese mobili o prolunghe.

CONCLUSIONI

La normativa CEI64-8 tratta in maniera esaustiva tutte le problematiche che riguardano l’installazione degli impianti elettrici. In questa semplice guida abbiamo cercato di mettere in risalto quelli che sono gli aspetti salienti della norma e le novità.

Superbonus 110%: novità per pannelli fotovoltaici e colonnine

15 gennaio 2020

Il Senatore Santillo ha anche anticipato che è al lavoro per riconoscere il superbonus ai pannelli fotovoltaici e alle colonnine di ricarica elettrica, senza la necessità che tali interventi debbano essere collegati agli interventi trainanti.

In più, ha espresso l'intenzione di allungare la tempistica di utilizzo della cedibilità del credito da 5 a 10 anni nel caso in cui il committente non riesca ad assorbire l’intero credito in 5 anni. Si lavora anche per includere le demolizioni e ricostruzioni nel meccanismo.

Inoltre, ha confermato la volontà del Parlamento, come dimostrano gli emendamenti presentati dal M5S, di riconoscere il superbonus 110% a tutte le seconde case e di estenderlo oltre il 2021; sulla questione Santillo ha anticipato che, se non fosse possibile ottenere il via libera nella legge di conversione del DL Rilancio, si ritenterà in sede di Legge di Bilancio o nel decreto Milleproroghe.

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